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Dopo
varie ricerche ,l'Equilibrista, girando su Internet trova
l'aggancio giusto per una 2 giorni di enduro in terra
Calabra. Prezzo ragionevole e soprattutto tanti ma tanti
chilometri senza pensieri.Breve giro di tel. ed ecco Nuvola
Rossa,Cestò,il Cinghiale e l'Equilibrista caricare le moto
sul furgone e partire alla volta della Calabria. I 640 km.
passano in fretta tra cazzate e la curiosità di come
sarà.. Arriviamo a sera e ci accoglie Carlo,la guida
che ci accompagna all'albergo.Ci inerpichiamo su una stradina ed
arriviamo in un paesino che sembra un Presepe.Lo oltrepassiamo e
costeggiando un dirupo impressionante arriviamo a
destinazione.Solo lo spettacolo del panorama che si apre dinanzi
a noi vale il viaggio.Carlo ci avverte che di li a poco arriverà
un'altro gruppo di 14 enduristi provenienti da Lanciano.Bene,ci
potremo misurare con altri amanti della "terra".. Però
siamo anche preoccupati.Carlo ci ha detto che sarà solo
perchè suo figlio che doveva fare da scopa non ci sarà. Ho
organizzato dei giri anche io e sò l'importanza di avere
qualcuno che chiude il gruppo"se qualcuno rimane
indietro??." Mah! Comunque andiamo in camera a sistemare
le cose. Appena il tempo di salire e sentiamo un gran
trambusto provenire dall'esterno.Sono gli abbruzzesi che sono
arrivati.Furgoni ,un camion,diverse auto...cose in grande!! Poi
il gran parlare a voce alta e con quel divertente dialetto:-Ahoo!
A vò venì accaa! Venne aretee! e via così. I
presupposti ci sono tutti per divertirci... A cena avviene
l'incontro.Subito si instaura una simpatia reciproca che si
protrarrà oltre i 2 giorni.Si parte con i brindisi e si
continua con gli amari.Il povero Carlo ha il suo bel da fare per
riuscire a fare una sorta di breafing.In qualche modo riesce ad
illustrarci cosa succederà l'indomani. Il giro sarà
di 180 km. Rifornimento dopo i 110 e quì i primi dubbi
sollevati dai "2 tempi" presenti(uno sono io..)non
riusciremo mai ad arrivare al distributore . E anche i 4 tempi ci
arriveranno col contagocce.Decidiamo di portarci una bottiglia
vuota che riempiremo subito appena fuori il paese. Alle 9
abbardati:non vediamo l'ora di partire.Prendiamo il sacchetto con
il pranzo,la bottiglia vuota e zaino in spalla accendiamo
impazienti le moto. SI partee!! Appena riforniti di benzina
usciamo dall'asfalto per immergerci nella campagna calabra.Una
serie di sentieri in terra rossa cosparsi di pietre(le pietre
saranno una costante)Iniziano le prime scaramuccie.La strada
scorre veloce tra la vegetazione rada:è puro
divertimento... Derapate,impennate,sgomitate:tutto il
campionario del perfetto endurista.Con in più una
"leggera"voglia di prevalere sull'altro. Gli amici
abbruzzesi sono tosti e leali:non chiudono in curva.Se vai più
forte passi.. Gli occhi indugiano nel paesaggio veramente
bello ma questo porta inevitabilmente a distrarsi e le "pinzate
disperate" sono frequenti. Dopo in pò di "piano"
la strada si inerpica sui fianchi di una montagna e i sassi si
trasformano in roccia.La terra scompare e la pietra la fa da
padrona.Scalini sempre più alti.Passaggi sempre più
angusti.Curve sempre più strette ad evitare concrezioni
rocciose che sfiorano i carter delle nostre moto.Inizia la
"selezione naturale".I passaggi sono trialistici.Le
FORCHETTE vanno su senza tentennamenti.Qualcuno cede dinanzi
all'ennesimo gradino.E' una questione di ritmo:non ti devi
fermare altrimenti non riparti più.Devi dare gas e
basta,ma le braccia cedono se non sei allenato.Arriviamo in cima
in 7.Quattro sono FORCHETTE VOLANTI.Quì accade un fatto
che renderà la nostra amicizia con i :Lancianesi molto
forte. Uno di loro ,(che chiamerò affettuosamente"ù
casciarò”)non vedendo arrivare gli altri inizia ad
urlare:-Stì femminielle cò li kappattiemme!!Ma ndò
stanne!!Mò rvache jò sotte e li pije a caci
'ngule.Reporte le moto quassù e facce pure le
flessiò. Parte a spron battuto verso la discesa.Noi ci
guardiamo e con un mezzo sorriso complice pensiamo che l'ha detta
grossa.Infatti per dei minuti non si sente nulla.Poi un urlo
lacerante spezza i nostri discorsi.E' una moto che sale come il
vento e vola letteralmente sopra le pietre: E' Casciarò
che sta salendo!! Arriva in cima con la moto che fuma da tutte le
parti.La getta per terra e dicendo:-ste femminelle!!- si mette a
fare le flessioni....Parte spontaneo l'applauso e Casciarò
diventa il nostro beniamino.Dopo la pietraia assassina il
percorso si distende e attraversa stupendi altipiani e
sottoboschi da favola.Per come siamo abituati noi, quì è
fin troppo facile,ma ci pensa la velocità e la voglia di
primeggiare a rendere il percorso eccitante.Infatti la nostra
foga ci porta ad avere incontri ravvicinati con le pietre e
l'asfalto....I guai iniziano quando l'Equilibrista spacca una
ruota su una pietra affiorante:e quì viene fuori il limite
di un'organizzazione troppo"facile" .Essendo
accompagnati da una persona sola ,tutto il gruppo si deve
fermare:Sarà la prima di 3 volte che dovremo sospendere il
giro.Accadrà ancora per la perdita del pignone di un Kappa
con relativa caduta.Poi la sfiga se la prenderà con il
rifornimento di benzina.L'unico aperto in zona è
irraggiungibile per una festa di paese che impedisce alle moto
l'accesso.Se ci fosse stata una macchina di scorta con delle
taniche non avremmo avuto problemi.Invece questo fatto ci
costringe ad una deviazione di chilometri .Si stà facendo
sera e per raggiungere l'albergo siamo costretti a tagliare per
20 km.... di asfalto....Torniamo in albergo con il morale sotto i
piedi.Siamo enduristi e vogliamo la terra,i sassi,le roccie non
l'asfalto. Facciamo le nostre rimostranze alla guida che si
scusa e ci promette per il giorno dopo il vero
divertimento. Arriva la domenica.Siamo carichi come molle.La
guida se ne accorge...mi si avvicina e mi dice:-Orfeo,oggi sarà
guerra!!-. Ed infatti guerra è stata.Nel frattempo si
sono aggiunti al gruppo altri 2 invasati.Lasciamo subito
l'asfalto ,per 6 km. uno stradone di pietre e sassi smossi con
tornanti assassini.E' guerra totale!! Il gruppo si trasforma in
un'orda assassina.Non c'è un'attimo di respiro.Come poco
poco cedi,ti passano da tutte le parti.Le Pietre schizzano da
tutti i lati.L'equilibrista viene centrato in pieno da uno dei
nuovi.Si rialza e medita la vendetta che arriverà..Giunti
in cima è il momento di un sottobosco da favola.Alberi
secolari chiudono la luce del sole e la strada di terra è
tutto un groviera di buche piene di acqua.Finirci dentro
significa lasciare la moto immersa nel fango fino ai manubri. E'
tutto un zigzagare e quanto non ci si riesce si osa a passare in
mezzo.Incontriamo altri enduristi che rimangono allibiti per la
foga con cui passiamo.Il ritmo è altissimo.Usciamo dal
sottobosco ,ma è peggio.Una stradina tutte pietre
smosse.Bisogna essere equilibristi per non cadere.Poi è la
volta di un sentiero in discesa con pietre levigate e umide .La
moto scarta da tutte le parti alla prima apertura del gas..Non
c'è un'attimo di respiro.Quando la strada si distende è
la velocità a farla da padrona.Viaggiare in quarta a
manette su sentieri che costeggiano burroni non è propio
un giochino.Mi fermo quì per non annoiarvi.Posso solo
dirvi che la guida Carlo con il giro della domenica si è
riabilitato.E se come ha promesso in primavera/estate potremmo
andare giù con i bicilindrici ci sarà da
divertirsi.Saluto tutti quelli che hanno condiviso questo
splendido giro .La compagna di Carlo(gradevolissima e disponibile
a risolvere problemi) e soprattutto quella MASNADA di amici di
Lanciano con i quali(sono sicuro) ci saranno altre occasioni per
alzar polvere. NUVOLA ROSSA
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