Modifica alla pompa della benzina: modello RD04 (Parte 1a)
Un saluto a tutti i possessori ed amanti dell’Africa Twin da Fj!
E’ da poco che anch’io faccio parte di questa grande famiglia, avendo acquistato una RD04 del ’90.
Leggendo qua e là nei forum e soprattutto raccogliendo le esperienze di quanti la posseggono da molto più tempo di me (in primis l’amico nuvola rossa delle Forchette Volanti), ho scoperto che sostanzialmente, i due principali e forse unici punti deboli di questa moto sono la pompa della benzina ed il regolatore di tensione.
Riguardo questo ultimo, nella fattispecie, il guasto dovrebbe essere causato da un surriscaldamento del circuito con conseguente rottura. Probabilmente tale circuito non è stato progettato ottimamente, facendo lavorare i componenti troppo al limite; a questo si aggiunga la posizione infelice sopra la marmitta ed il vaso di espansione del liquido refrigerante (due termosifoni veri e propri), e si comprende con quanta facilità tale circuito possa giungere al punto di rottura.
Per cercare di tamponare temporaneamente il problema, ho montato sul dissipatore in alluminio del regolatore una ventola, con lo scopo di aumentare la refrigerazione e di conseguenza diminuire la temperatura di esercizio del circuito stesso. Si tratta comunque di un rimedio provvisorio, in quanto mi riserverò più avanti di approfondire fino in fondo questo problema, con la speranza di poter trovare un rimedio efficiente e duraturo.
Per quanto riguarda la pompa invece, debbo dire di essermi comportato come un perfetto giapponese: ho migliorato (…forse) qualcosa che era già stato fatto.
Più precisamente, ho preso spunto dall’ottimo lavoro svolto da “Talino”, anch’egli possessore di Africa Twin e con il quale, pur non conoscendoci (ancora), condivido moltissime passioni tra le quali l’elettronica e … la “Legge di Murphy”.
Talino ha sviscerato perfettamente il problema che causa la rottura della pompa elettrica della benzina: usura precoce e rovinosa delle puntine presenti all’interno della pompa stessa.
Ciò è dovuto al passaggio della corrente nelle puntine medesime, corrente che alimenta un solenoide (avvolgimento). Se volete approfondire com’è fatta la pompa e a che serve il solenoide, potete leggere l’ottimo resoconto che Talino ha fatto sul suo sito e che rende del tutto superfluo ogni ulteriore mio commento.
Ora, senza farla tanto complicata, il problema si presenta durante i transitori, cioè in quegli istanti in cui viene data e tolta alimentazione all’avvolgimento (chiusura ed apertura del circuito), appunto mediante le puntine. Durante questi transitori, si generano dei fenomeni che si definiscono extratensioni di apertura e di chiusura a cui corrispondono delle extracorrenti di apertura e di chiusura. In questi istanti cioè, la tensione presente tra i contatti (puntine) è molto maggiore di 12 V (tensione nominale di alimentazione) ed anche il valore della corrente è molto superiore a quello che si ha a regime; ciò porta alla formazione di un arco voltaico tra le puntine, arco che con il passare del tempo le consuma letteralmente ed irrimediabilmente.
La soluzione è stata già individuata da Talino, far svolgere alle puntine un ruolo esclusivamente di comando ed alimentare il solenoide mediante un circuito elettronico, ovviamente non soggetto ad usura. In questo modo tra le puntine non si creeranno più quelle condizioni anomale che le portavano a consumarsi precocemente, rendendole al contrario durature ed affidabili.
E qui mi differenzio da quanto fatto da Talino, avendo pensato ad un circuito che utilizza un transistor MOSFET in luogo di un BJT con il triplice vantaggio, a mio avviso, di avere una pressoché nulla caduta di tensione ai suoi capi, di non dover utilizzare resistenze di potenza per polarizzarlo e di diminuire drasticamente il consumo di corrente del circuito di comando.
Innanzi tutto bisogna effettuare alcune piccole modifiche ai collegamenti elettrici della pompa, per ottenere il segnale di comando da inviare al circuito elettronico. Tali modifiche risulteranno essere del tutto reversibili e consentiranno cioè, di poter ripristinare, volendo, i collegamenti originali.
Lo schema delle modifiche da apportare al cablaggio interno della pompa è il seguente (fig. 1):

Fig. 1