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Finalmente
il gran giorno è arrivato. Mi sveglio di buon'ora (6) e
scopro che durante la notte è piovuto e questa mattina non
promette nulla di buono.Nuvole basse senza uno spiraglio di
azzurro"oggi prenderemo una marea d'acqua".Carico la
moto e l'abbigliamento controllando bene tutto(una volta mi sono
presentato ad un giro e non avevo portato gli
stivali!!).Appuntamento alle 7 a casa di -CESTO'-.Il solito
ritardatario ci fà partire con mezz'ora di ritardo(fa
parte del gioco...)Puntualmente inizia quella pioggerellina
-inglese-ma avendola prevista ,tutti ci siamo attrezzati con i
vari sacchi dell'immondizia e altre amenità simili.Ci
avviciniamo al letto di un fiume,i sassi sono viscidi dalla
pioggia,siamo in 11 ben amalgamati e più o meno allo
stesso livello questo in seguito si rivelerà importante
perchè praticamente non abbiamo mai dovuto aspettare
.Superiamo il guado e ci immergiamo in una stradina piena di
buche colme d'acqua"che goduria!!" Si prosegue ed è
la volta di una serie infinita di guadi:1,2,3 e ancora e
ancora.Quì la prima "immersione".Scheggia fa un
carpiato tra le acque gelide.Risata generale e si
riparte(fortunatamente la moto non si spegne).Usciamo dalla
"palude",è la volta di sentieri di collina che
piano piano ci portano verso Sarnano,diremmo un misto veloce.Il
cielo accenna ad una schiarita,il morale è alto.Il gruppo
è sempre più affiatato.Iniziamo i sentieri di alta
montagna.La terra lascia il posto a breccione e roccia.I tornanti
si fanno più stretti e ripidi.Il sottobosco umido è
infido.Le radici affioranti rendono la guida molto tecnica:quì
esce fuori il manico!La guida è talmente coinvolgente,i
paesaggi tanto belli che ci accorgiamo di non aver fatto neanche
una foto!! AAlt!fermiamo la truppa per la prima foto dopo 40
k.m.Una controllatina alle moto , una sorsata d'acqua,qualche
battuta "grassa",risate e un certo languorino che si fa
sentire.Ripartiamo alla volta di Campolungo,una terrazza
panoramica naturale da dove lo sguardo spazia al nord fin oltre
il Conero e a sud oltre il Gran Sasso.Inizia la lenta discesa che
ci porterà (dopo aver costeggiato i monti Sibillini)verso
Montefortino.Gli occhi non riescono a star dietro alla guida e al
panorama che si staglia davanti.Arrivati al paese,sosta
rifonimento moto e persone.Viaggiamo già da 3 ore e non
siamo neanche a metà giro.Metto un pò di fretta e
finalmente si riparte alla volta del lago di Gerosa:Cambio di
caposquadra(abbiamo diviso il percorso per settori,ogni tratto ha
il suo esperto,fino ad ora è toccato a Cestò e
adesso è la volta di PEPPE DE LE PIANE).Ancora sterrati di
alta montagna,discese mozzafiato,roccie affioranti:è
tecnica pura.Entriamo in un sottobosco molto simile
all'Amazzonia.Fango fin sopra i mozzi delle ruote.Solchi profondi
ma il dislivello non è alto e le moto avanzano in quella
melma che è un piacere e sbuchiamo sulla strada che
costeggia il lago di Gerosa.Altro cambio di caposquadra,è
la volta di OMBRA coadiuvato dal GIARDINIERE.Risaliamo la collina
a sud del lago su una ripida e tortuosa strada brecciata:è
un festival di derapate.Appena imbocchiamo una sterrato inizio a
preoccuparmi perché sò dove IL GIARDINIERE E OMBRA
VOGLIONO condurci.Praticamente il "sentiero"se così
si può chiamare è il frutto dell'erosione che
l'acqua ha avuto su un sottobosco di roccia che scende i fianchi
scoscesi di una montagna.Un incasso che a volte si riduce a non
più di 20 cm.di larghezza,dove i carter delle moto passano
a fatica ,metteteci un forte dislivello,curve dove bisogna
scendere dalla moto ,sollevare il posteriore e ripartire,tratti
dove per forza devi "tagliare" la roccia in
controtendenza,radici affioranti e in più sta
ricominciando a piovere.Ci sono tutti gli ingredienti per un gran
"volo" che infatti poco dopo si verifica.CESTO' è
davanti a me e prosegue di gran lena,ci troviamo in un tratto
dove il "budello" è troppo stretto si è
obbligati a risalire la roccia che è bagnata.é un
attimo,l'anteriore prende sotto e la botta è inevitabile e
il peggio è che il piede destro si trova fra la roccia e
la moto.Un urlo di dolore e CESTO' è a terra.Appoggio la
moto e insieme a PEPPE andiamo a soccorrerlo.Non riesce a muovere
il piede,getto un occhio alla moto e noto un rivolo di olio che
esce dal carter:la pedalina del freno è andata ad
impattare col carter e l'ha forato.Rincuoriamo l'amico che (per
l'adrenalina)riesce a risalire in sella.Fortuna vuole che il
tratto è tutto in discesa e finisce proprio nella frazione
di Uscerno dove in un bar diamo un'occhiata "clinica"
al povero CESTO' che abdica,e telefona a casa per venirlo a
prendere.Approfittiamo della sosta per rifocillarci e visto il
tempo pessimo decidiamo di saltare il pezzo montano della zona di
Montegallo per ricominciare a dirigerci verso il mare.Mangiamo
alla svelta un panino e una coca.Fa ancora molto freddo e a PEPPE
DE LE PIANE questo sarà fatale.IL GIARDINIERE ci fa
inerpicare in un sentiero molto ripido che ci porterà
sopra un'alta collina.E' la fotocopia dell'altro:però in
salita!! Rimaniamo spesso bloccati dalle asperità del
terreno :e dai a spingere,a sollevare le moto.La fatica è
grande in più abbiamo appena mangiato.All'ennesima fumata
di gomma su uno sperone di roccia PEPPE DE LE PIANE non si sente
molto bene e decide di rinunciare per passare da qualche altra
parte.Io e ILLESO lo accompagniamo anche perché conosco un
altro sentiero che si incrocia con l'altro e ci diamo
appuntamento con gli altri li.La strada è più
rovinata dall'ultima volta che l'ho fatta però è
sempre molto divertente:Una salita con buche piene
d'acqua,dislivelli repentini e solchi profondi che devi evitare
all'ultimo momento.Ci riuniamo all gruppo alla volta di
Roccafluvione dove rifacciamo benzina.Ripartiamo ,e dopo vari
sterrati veloci ecco un discesone d'erba bagnata.IL GIARDINIERE
scende come un forsennato e io dietro.Il tempo di notare il
saltellamento del suo posteriore e mi ritrovo a rotolare
allegramente nell'erba:non riesco a fermarmi e rimettermi in
piedi.Quando alla fine ci riesco sul mio casco c'è una
folta criniera di fili d'erba:sembro un VIETCONG ,sento le risa
di ILLESO che è dietro di me. Arriviamo nei pressi di
Palmiano dove IL GIARDINIERE cede la staffetta a me.Dovrò
condurre il gruppo per circa 60 k.m."è una
responsabilità che non pensavo così
forte".Ripartiamo su una brecciata molto ripida che ci
porterà fino a Montemoro.Da qui la strada si distende ed è
inframezzata da tratti depolverizzati.Dopo i tratti impegnativi
ci voleva. 7/8 k.m. ed ecco la macchia di Rovetino:una proprietà
privata nella quale ho avuto il permesso di passare.E' una
goduria, stradine che attraversano un sottobosco di castagni e
faggi:curve controcurve,discesoni e prati da attraversare
spediti.Un tratto d'asfalto ed ecco davanti a noi un salitone di
sterrato da far godere un
cammello.Prima,seconda,terza.L'anteriore si alza ma non tolgo il
gas.Semicurva a destra ,alleggerisco un po' poi ancora gas!
Ancora in monoruota!!Peccato è finita.Arrivo in cima e
avvolti in una nuvola di polvere arrivano gli altri,anche loro
con un sorriso a 32 denti.Siamo arrivati a casa mia .Ci
"sbrachiamo nel porticato e ci rifocilliamo prima
dell'ultimo strappo di mia competenza ,poi la "palla"
passerà di nuovo a PEPPE DE LE PIANE. Ripartiamo,c'è
da attraversare il fiume Aso.Passiamo tutti senza danni,ma ecco
dietro ad un po' di vegetazione un muro di terra e piante ,un 90
gradi secco di oltre un metro con ai lati un prato di ortica.C'è
solo un posto dove passare e siccome l'ho fatto tante volte non
mi avvedo delle difficoltà che potranno trovare gli altri
e succede il patatrac.IL GIARDINIERE che veniva dietro non vede
dove passo io e cerca di superare l'ostacolo in modo
classico,risultato:moto e pilota immersi in un mare di
ortica.Risata generale perché gli altri (nel frattempo)si
erano fermati prima a godersi lo spettacolo.A fatica riusciamo a
tirare fuori moto e pilota e una volta "in salvo"il
nostro amico si gode le disavventure altrui.Ripartiamo e dopo
vari sterrati li porto su dei gradoni ad angolo retto di un metro
ed oltre da fare in discesa,in più il fondo non si vede
perché la zona è ricoperta di ginestre .una decina
di scalini per vedere la bontà delle sospensioni.Passiamo
tutti indenni.Ma adesso arriva il pezzo forte.Scendiamo un fosso
e da li in mezzo ad un'acquitrinio parte un salitone ripidissimo
di terra con profondi solchi:se sbagli traiettoria sei
fritto!!Arriviamo in 3 e mentre ci togliamo gli occhiali sentiamo
dal fondo gli altri "remare" ,ma come ho detto
all'inizio ,il gruppo è formato da veri enduristi e piano
piano arrivano tutti in cima.Ma adesso c'è da scendere di
nuovo in mezzo ad una folta vegetazione ,in più il
sentiero è strettissimo e si rischia di cadere in un
dirupo molto profondo.Con circospezione scendiamo ai margini di
un fosso con una vegetazione lussureggiante.Solo io e mio figlio
sappiamo quante piante e rovi abbiamo dovuto tagliare per aprire
un varco in quel festival di vegetazione,ma ne è valsa la
pena.Bisogna oltrepassare il fosso e l'unico modo è
caderci letteralmente dentro da un'altezza di oltre un
metro,seguire il corso per un po' e(se ci riesci) salire l'altra
parte.Un po' esterrefatti i miei compagni mi seguono e una volta
superato l'ostacolo ci aspettano i 500 metri più
divertenti del viaggio .Un continuo destra/sinistra tra alberi,il
letto del fossato,saltare sopra tronchi caduti:più un
tratto trialistico che enduro.Usciamo dal bosco e prendiamo la
srada asfaltata che ci porterà a Ortezzano dove passerò
la "palla" di nuovo a PEPPE DE LE PIANE.Arriviamo al
paese e siamo tutti convinti che ci aspetterà un tratto di
trasferimento relativamente tranquillo,senonchè al nostro
amico non viene in mente un sentiero -che è da tanto che
non faccio più- Li mortacci!!! Ci troviamo praticamente
tutti impantanati dentro un fosso perso nel mondo.Di
nuovo:tira-spingi -sgassa.Di nuovo tutti zozzi!!La moto e il
pilota un colore:MARRONE!! E' l'ultima fatica.Arriviamo a casa di
CESTO' da dove eravamo partiti.Samo stanchi ma soddisfatti.Il
nostro sfortunato amico ci viene a salutare zoppicando con una
caviglia grande così.Fortunatamente il responso dei raggi
escluderà una frattura.Tutto è bene ciò che
finisce bene.Che dire,finalmente ho coronato un vecchio
sogno:creare un sentiero che unisca idealmente 4 zone della mia
terra tra le più belle.Non so se si rifarà di
nuovo(obbiettivamente ci vorrebbero 2 giorni )ma quello che più
mi premeva era gettare le basi e ancor di più era far
incontrare persone provenienti da mondi,vite ,esperienze molto
diverse tra loro che per un giorno hanno riso,sudato e si sono
divertite come se fossero stati amici da sempre. Grazie per
avermi aiutato a realizzare un sogno NUVOLA ROSSA A-HUG!
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